Da Hayez a Vedova

La mostra, programmata nell'ambito dell'attività di valorizzazione del fondo grafico del Gabinetto dei Disegni e Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia, a cura di Annalisa Perissa, direttore del Gabinetto dei Disegni, propone un'accurata selezione 110 dei circa 300 fogli della collezione permanente appartenenti all'Ottocento e al Novecento. Un percorso espositivo inedito dedicato ai disegni tra arte e architettura: un'occasione per riconoscere il tratto su carta dei più grandi artisti italiani in una panoramica del tutto originale; per l'Ottocento sono esposti disegni di artisti quali Francesco Hayez, Andrea Appiani, Giuseppe Bossi, Cosroe Dusi, Vincenzo Camuccini, Pelagio Pelagi e William Joung Ottley, e 30 studi inediti di architettura, di piante, prospetti, facciate, spaccati di edifici religiosi e civili progettati dall'architetto bergamasco Giacomo Quarenghi, di cui il fondo veneziano conserva 541 fogli.

Il Novecento è rappresentato da 10 disegni inediti di artisti del secolo passato: Emilio Vedova, Giovanni Previati, Giuseppe Santomaso, Armand Rassenfosse e 16 eliocopie dell'architetto veneziano Carlo Scarpa.

 

La maggior parte dei fogli esposti, di norma mai visibili al pubblico, ma conservati al buio assoluto, all'interno dei caveaux climatizzati e blindati, sono stati restaurati per l'occasione. La mostra prende le mosse da una operazione dedicata alla sistematica catalogazione scientifica del fondo dei disegni, iniziata nel 1982 nel rispetto della suddivisione per scuole con cui il nucleo originario della collezione, appartenuta a Giuseppe Bossi, entrò nel 1822 all'Accademia.

Tra le 96 prove grafiche dell'Ottocento esposte si segnalano un importante gruppo di bozzetti inediti, eseguiti ad olio da Vincenzo Camuccini, la serie di Andrea Appiani, le splendide figure femminili di Cosroe Dusi, i fogli di William Ottley, i quattro ritratti di Silvio Giulio Rotta raffiguranti altrettanti Alienati del manicomio di San Servolo, interessante documentazione storico-sociale. I sei studi preparatori di Francesco Hayez per il dipinto raffigurante La distruzione del tempio di Gerusalemme, già donato alle Gallerie nel 1868 dall'artista stesso, sono esposti a confronto con il dipinto stesso. Dei 541 disegni dell'architetto Giacomo Quarenghi, famoso per la sua attività in Russia, sono stati selezionati trenta studi di architettura, di piante, prospetti, alzati.

L'intensa attività di studio di Enrico Noè e il suo accurato e paziente lavoro di ricerca hanno condotto all'identificazione della paternità di diverse opere, tra le quali quelle dell'architetto Lorenzo Santi, autore di tutti i 195 disegni, alla classificazione delle diverse mani a cui assegnare i fogli inediti dell' Album lire 5, all'individuazione dei documenti degli acquisti dei disegni di Emilio Vedova e di Giuseppe Santomaso: quattro studi inediti, come del resto tutto il fondo grafico del Novecento, contenuto per quantità, ma importante per qualità e novità. E' infatti ancora piuttosto raro poter vedere disegni del Novecento oggetto di un'esposizione dedicata esclusivamente ad opere su carta, una documentazione interessante dell'attenzione riservata al disegno anche dagli artisti del secolo scorso.

 

Si deve al ministro Giuseppe Bottai, e all'ufficio per l'arte contemporanea da lui istituito, l'impulso conferito alle acquisizioni di disegni moderni, che a Venezia portarono il soprintendente Vittorio Moschini, nel tumultuoso periodo bellico, ad acquisire di disegni di artisti viventi; così acquistò direttamente alcuni disegni da due giovani artisti allora esordienti, poi diventati famosi, due disegni da Giuseppe Santomaso e due da Emilio Vedova. Uno di questi raffigura un ritratto maschile che Fabrizio Gazzari, direttore della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, ha subito identificato nel giovane artista altoatesino Hermann Pircher amico di Emilio, ed ha estrapolato stralci dal diario personale che raccontano il nascere di un'intima amicizia, finita "in malo modo" - scrive Vedova - "gli tirai una scarpa sulla testa...E decise di andarsene....Non lo vidi più per anni."

Le 16 eliocopie dell'architetto Carlo Scarpa non sono mai state esposte prima d'ora e rivestono un particolare interesse dal momento che sono tutti progetti per le Gallerie dell'Accademia, ivi rimasti al termine dei lavori nel 1959. Cinque tavole riportano anche annotazioni autografe a grafite, stilate in fase di revisione; una, dedicata al cavalletto per l'esposizione del dipinto di Piazzetta raffigurante l'Indovina, mostra anche l'uso di pastelli colorati per evidenziare alcuni dettagli. Il pannello espositivo progettato dall'architetto è stato ora ripristinato ed esposto accanto al relativo studio grafico.

Con l'occasione vengono qui esposte e catalogate cinque nuove acquisizioni realizzate nel corso di quest'anno, grazie a donazioni ed acquisti. I disegni arricchiscono la collezione sia integrando il fondo figiniano e genovese, sia apportando nuovi esempi di artisti di ambito veneto non rappresentati finora nella raccolta.

 

Il catalogo, a cura di Annalisa Perissa , edito da Electa nel XIII volume collana "Gallerie dell'Accademia di Venezia. Catalogo dei disegni antichi", contiene schede e saggi di studiosi del periodo e porta un fondamentale contributo alla conoscenza della grafica italiana dell'epoca, ancora da riscoprire ed approfondire, nonché dello straordinario patrimonio grafico della collezione del Gabinetto dei Disegni e Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia.


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