Sono 400 le bomboniere in vetro, mai esposte al pubblico, provenienti da collezioni private, che saranno in mostra dal 24 marzo a Venezia all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti nella sede di Palazzo Loredan, Miniature di vetro. La bomboniera d’artista a cura di Rosa Barovier Mentasti, Sandro Pezzoli e Cristina Tonini che svelano attraverso piccoli oggetti di vetro le abilità tecniche dell’arte vetraria dei grandi artisti.

La cultura, il segno, il disegno, la tradizione, la manodopera artistica del vetro in preziose bomboniere che rappresentano un’affascinante storia  in miniatura del vetro nel Novecento e di quello contemporaneo, aprendo inediti orizzonti su un ambito poco indagato della storia vetraria, delle arti applicate e del costume.
La mostra è promossa dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, in collaborazione con Civita Tre Venezie, con la partnership di Consorzio Promovetro Murano, con il patrocinio  del Comitato Nazionale Italiano AIHV Association Internationale pour l’Histoire du Verre.

Fin dal Quattrocento, alle spose vengono donati dei confetti in un contenitore artistico, la confettiera. Il termine "bombonnière" nasce poi in Francia nel Settecento.
La tradizione vuole che la bomboniera connessa con l’evento delle nozze, come oggi la conosciamo, legata al “ricordo” di un giorno di gioia e di “ringraziamento” per i doni ricevuti, nasce nel 1896, con le regali nozze tra Vittorio Emanuele di Savoia, principe di Napoli e futuro re d'Italia, con Elena del Montenegro. La Regina Margherita, madre dello sposo, in occasione delle nozze fece realizzare una piccola scatola d'argento che regalò a tutti gli invitati.
Molti i designer e gli artisti del vetro che si sono confrontati nel corso del tempo con la creazione di bomboniere, da Carlo Scarpa a Lino Tagliapietra, oggi riunite per la prima volta.

Le tecniche e i colori sono quelli dell’arte vetraria applicate a piccoli oggetti di vetro, creati appositamente dalla vetreria Barovier &Toso, dalla Seguso Vetri d’Arte e dalla Venini. Le bomboniere passano dalle ciotole di grosso spessore, quasi plastiche, degli anni ’30, come le opere di Ercole Barovier e Carlo Scarpa, alle bizzarrie provocatorie degli anni Cinquanta.
Negli anni Sessanta la vera rivoluzione: da semplice contenitore per confetti, la bomboniera diventa un oggetto decorativo di varia forma a cui si allega il sacchettino di confetti. La produzione esposta in mostra non è solo veneziana. I curatori Rosa Barovier Mentasti, Sandro Pezzoli e Cristina Tonini hanno scelto di presentare alcune bomboniere realizzate su disegno di alcuni designer nordici negli anni Sessanta: i pioneristici lavori di Tapio Wirkkala icona del design finlandese e le bomboniere dello svedese Bertil Vallien, originalissimo artista del vetro, che ha sviluppato un linguaggio assolutamente personale.
L’artista contemporaneo ha un approccio personalissimo verso il prodotto vetraio e di piccole dimensioni e si esprime in mostra attraverso i lavori di Yoichi Ohira, Dale Chihuly, Clare Belfrage e Jane Bruce. Le opere di Yoichi Ohira sono strettamente in relazione con il mondo muranese, ma le rivede alla luce della sua formazione orientale.
Lo Studio Glass americano è rappresentato in mostra da uno tra i più significativi pionieri di questo movimento, Dale Chihuly, influenzato dalla lavorazione a caldo del vetro veneziano di cui rinnova il linguaggio artistico.
Una decisa apertura verso il contemporaneo e verso scuole del vetro di recente formazione degli ultimi vent’anni, a Canberra e Adelaide, è rappresentata dai lavori di Clare Belfrage, in cui si riflette la natura desertica e rocciosa dei paesaggi australiani e di Jane Bruce, artista inglese che ha ricoperto il ruolo di direttrice artistica del Glass workshop alla Canberra University.
In occasione della mostra, alcuni artisti sono stati invitati a creare delle installazioni provocatorie, pezzi unici che riflettono in maniera ironica e originale sulla bomboniera e sul matrimonio: a confrontarsi su questi tempi, Michele Burato, Silvia Levenson e Silvano Rubino, oltre a Marina e Susanna Sent.

Il catalogo, edito da Marsilio Editori, così come la mostra, sono a cura di a Rosa Barovier Mentasti, Sandro Pezzoli e Cristina Tonini, e presenterà in modo esaustivo la collezione con testi dedicati alla storia, agli usi della confettiera e della bomboniera e del loro contenuto, a partire dal Rinascimento, con particolare riferimento alle fonti figurative e agli oggetti in vetro, al contesto storico - tecnico del vetro del Novecento e di quello contemporaneo in stretta relazione con le opere in mostra.


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