L’importante lascito del collezionista trevigiano Nando Salce – che con i suoi 25mila manifesti pubblicitari, del periodo compreso tra i due eventi bellici e il secondo dopoguerra, divide il primato in Italia e in Europa con il parigino Museé des arts décoratives -, per iniziativa del Ministero per i Beni Culturali, sarà nuovamente fruibile a Treviso, presso il Complesso di San Gaetano, con finalità espositive, e il Complesso di Santa Margherita, con finalità conservative e di valorizzazione.

 

ILLUSTRI PERSUASIONI. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce. 2. TRA LE DUE GUERRE
dal 14 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018

Il nuovo Museo Nazionale della Collezione Salce svela una seconda, importante tranche dei suoi 50 mila pezzi: dal 14 ottobre saranno esposte un centinaio di magnifiche testimonianze dell’arte pubblicitaria tra la prima e la seconda guerra mondiale, dal 1920 al 1940.
Sono manifesti che declinano una stagione distinta dalla precedente del Liberty (oggetto della prima esposizione al Museo Salce). Il focus della mostra è posto sugli autori dei manifesti,  riconoscendo loro il ruolo e la virtuosità di abili “persuasori”. Sono anni in cui la propaganda assume un ruolo ufficiale e nella grafica raggiunge livelli di straordinaria eccellenza.
I grandi autori già affermati, come Leonetto Cappiello e Marcello Dudovich, sperimentano la tenuta delle loro idee comunicative attraverso un linguaggio più volumetrico e incisivo. Sulla loro scia si muovono nuove stelle, come il francese Achille Luciano Mauzan, sempre pronto all’ironia più esuberante.
In altri autori, che si affacciano ora al mondo della grafica pubblicitaria, i volumi e le geometrie riconducono più chiaramente ai paralleli percorsi della pittura, tra cubismo e futurismo: le splendide nature morte di Marcello Nizzoli, le marionette ironiche di Fortunato Depero di Enrico Prampolini e di Bruno Munari; ma anche, le figure “solidificate” di Lucio Venna, di Giuseppe Riccobaldi del Bava e del novecentista Mario Sironi, grande anche nella grafica, le donne raffinatissime di Franz Lenhart, memori di quelle di Tamara de Lempicka.
Dagli anni ’30, autori come Erberto Carboni sviluppano un altro sorprendente e nuovissimo rapporto: quello tra la grafica pubblicitaria e la fotografia. Atmosfere fotografiche e cinematografiche sono implicite anche nell’imponente lavoro di Gino Boccasile, quello delle “signorine grandi firme”.

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